In questo articolo parliamo di…
- L’oro puro è naturalmente giallo, ma l’aggiunta di metalli come rame, argento o palladio crea varianti come l’oro bianco, rosa e verde. La scelta della lega incide sul colore finale, permettendo a orafi e designer di personalizzare l’estetica del gioiello in base alle tendenze e alle preferenze dei clienti.
- Accanto ai colori classici, esistono leghe d’oro meno comuni, come l’oro blu, viola o nero. Questi colori, sebbene di grande effetto estetico, sono spesso fragili e difficili da lavorare, utilizzati principalmente per dettagli ornamentali e gioielli unici.
- Per ottenere colorazioni specifiche o intensificare tonalità esistenti, si ricorre a rivestimenti come la galvanizzazione. Un esempio è l’oro bianco, che viene trattato con rodio per ottenere una brillantezza tipicamente bianca, superando il naturale sottotono giallognolo dell’oro.
Dai toni classici del giallo e rosa fino all’eleganza del nero e del blu: una panoramica sulle combinazioni di metalli che trasformano l’oro puro in gioielli dalle sfumature inconfondibili
Quando si parla di gioielli in oro, ci si riferisce raramente al metallo puro: l’oro, infatti, è solitamente combinato con altri metalli per migliorare le sue proprietà meccaniche e creare sfumature di colore uniche. Mentre l’oro puro è naturalmente giallo, la presenza di rame, argento e altri metalli permette di ottenere varianti cromatiche come l’oro bianco, rosa e persino colori insoliti come il blu e il viola.
Nel corso di questo articolo vedremo la composizione delle leghe d’oro, i principali colori disponibili sul mercato e i processi utilizzati per intensificare e personalizzare queste tonalità.
Ma prima di iniziare lascia che ti spieghi cosa si intende per caratura dell’oro e come esso si leghi ad altri metalli.
Leggi anche: Tecniche di lavorazione dell’oro: metodi tradizionali e innovativi
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Caratura dell’oro: come la purezza influisce sul valore dei gioielli
Il valore dell’oro all’interno di un gioiello è determinato dalla sua caratura, che misura la purezza dell’oro.
La caratura massima è 24 kt, che indica una purezza del 99,99% (o 999,9 per mille), ma raramente si raggiunge questa soglia nei gioielli, poiché l’oro puro è troppo morbido e difficilmente lavorabile.
Proprio per questa ragione, l’oro viene legato con altri metalli, formando leghe con carature inferiori.
Ma quali sono le principali carature con le rispettive percentuali di oro?
Te lo mostro subito in quest’elenco:
- oro 8 kt: 33,3% di oro;
- oro 9 kt: 37,5% di oro;
- oro 12 kt: 50% di oro;
- oro 14 kt: 58,5% di oro;
- oro 18 kt: 75% di oro;
- oro 22 kt: 91,5% di oro;
- oro 24 kt: 99,99% di oro.
Come sai, di norma, minore è la caratura, minore è il valore del gioiello, poiché diminuisce la quantità di oro presente. Ma quali sono invece i vari colori dell’oro, da cosa dipendono e in cosa si differenziano tra loro?
Il colore dell’oro e la composizione delle leghe (spiegati nel dettaglio)
La tonalità finale di una lega d’oro dipende dai metalli aggiunti e dalle loro proporzioni.
Devi sapere che, utilizzando un diagramma triassiale, è possibile prevedere il colore finale del gioiello basandosi sulla percentuale di oro, argento e rame. Tuttavia, a volte sono necessarie tecniche di rivestimento, come la galvanizzazione, per ottenere il colore desiderato.
Arrivati a questo punto, ti starai chiedendo: quali sono i colori dell’oro più comuni?
Lo vedremo qui di seguito, specificando come le leghe determinano le caratteristiche estetiche e meccaniche di ogni varietà cromatica.
Oro giallo
L’oro giallo è la versione più vicina all’oro puro ed è spesso legato con piccole quantità di argento, rame e zinco per migliorarne la lavorabilità. Solitamente viene prodotto a 22 carati, con una composizione di circa il 92% di oro, il 5% di argento, il 2% di rame e l’1% di zinco. Questa lega mantiene il caratteristico colore giallo intenso e luminoso dell’oro naturale.
Oro bianco
L’oro bianco è una scelta popolare nei gioielli contemporanei e si ottiene mescolando oro e metalli bianchi come nichel, palladio o platino. Nella maggior parte dei casi, l’oro bianco è a 18 kt e contiene il 75% di oro, mentre il restante 25% è composto da altri metalli.
Sai come si ottiene quel bianco folgorante così candido? Per accentuare la tonalità bianca e brillante, l’oro bianco viene trattato con un sottile rivestimento di rodio tramite galvanizzazione, un processo che dona al gioiello un colore bianco lucente.

Oro rosa
L’oro rosa, con la sua tonalità calda e romantica, si ottiene mescolando oro e una percentuale elevata di rame, solitamente intorno al 20%, mentre la restante percentuale, circa il 5%, è argento.
La tonalità rosata può essere intensificata aumentando il rame al 25%, ottenendo così l’oro rosso, una variante dell’oro rosa dal colore più vivido.
Oro rosso
L’oro rosso è simile all’oro rosa ma – come abbiamo visto un attimo fa – ha una percentuale di rame più elevata (circa il 25%). Questa variazione conferisce al metallo una tonalità rosso vivo e intensa.
Sebbene meno diffuso rispetto all’oro rosa, l’oro rosso trova un utilizzo crescente nei gioielli per via del suo colore unico e caldo.
Oro verde
Conosciuto anche come electrum, l’oro verde è una lega ottenuta principalmente combinando oro e argento. Per ottenere una tonalità verde chiara, la percentuale di argento si aggira intorno al 20-25%, mentre la parte rimanente può includere tracce di cadmio, rame o ferro.
L’oro verde, come forse già sai, è meno comune, ma ha una particolare bellezza e storicamente veniva utilizzato per gioielli simbolici e ornamentali.
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I colori meno comuni e i loro segreti
Accanto ai colori più tradizionali, esistono leghe d’oro dai colori più rari e affascinanti, sebbene queste varianti siano generalmente più fragili o più costose da produrre. Vediamo insieme le principali.
Oro viola
L’oro viola, conosciuto anche come oro ametista, è una lega di oro e alluminio. La sua bellezza è indiscutibile, ma la sua fragilità purtroppo rende questa lega poco adatta a gioielli soggetti a usura.
Questo tipo di oro è più utilizzato per pezzi decorativi e si distingue per il suo tono violaceo intenso e raro.
Oro blu
L’oro blu nasce dall’unione di oro e ferro, con un trattamento termico che ossida gli atomi di ferro in superficie, donando al metallo una tonalità blu. Una variante si ottiene utilizzando gallio e indio. Anche in questo caso, però, la fragilità della lega limita il suo impiego in gioielleria, riservandolo per dettagli ornamentali.
Oro grigio
L’oro grigio si ottiene combinando oro con palladio o argento e una piccola quantità di manganese. Questa lega ha una tonalità grigia molto apprezzata nei gioielli moderni, offrendo un’alternativa sofisticata all’oro bianco per chi cerca un look più sobrio e contemporaneo.
Oro nero
L’oro nero è l’unico colore dell’oro ottenuto esclusivamente tramite trattamenti chimici anziché leghe.
Il metallo viene immerso in un bagno galvanico contenente rutenio, cromo o cobalto, che conferisce al gioiello una tonalità scura di forte impatto visivo. Recentemente, tecnologie 3D e laser sono state utilizzate per creare nanostrutture metalliche che rendono permanente il colore nero dell’oro, aprendo nuove possibilità per il design di gioielli audaci e intriganti.

Galvanizzazione dell’oro bianco: il segreto del colore brillante e duraturo
Come ti ho accennato descrivendo le peculiarità dell’oro bianco, per intensificare il colore o modificarlo, molte leghe d’oro vengono trattate con tecniche di galvanizzazione. Ma come funziona questo procedimento?
Presto detto: tale processo prevede l’immersione del gioiello in una soluzione metallica che permette al metallo presente nel bagno di depositarsi sulla superficie del pezzo.
Questo trattamento – come detto – è fondamentale per l’oro bianco, che, essendo naturalmente tendente al giallo, acquista così il suo colore bianco brillante grazie a un sottile strato di rodio o platino.
Leggi anche: Come si crea la saldatura per l’oro?
L’arte della gioielleria italiana: una tradizione che si rinnova all’Accademia delle Arti Orafe
Come hai potuto leggere fin qui, l’oro è un metallo dalle mille sfumature, anche grazie alla sua versatilità nel combinarsi con altri metalli.
Comprendere la composizione e la caratura dell’oro permette ai consumatori di fare scelte più consapevoli e di apprezzare il fascino unico che ogni colore di questo prezioso metallo offre.
Per aspiranti orafi e professionisti del settore, conoscere le caratteristiche dell’oro è fondamentale per diverse ragioni: la scelta delle leghe influenza non solo l’estetica, ma anche la lavorabilità e la resistenza dei gioielli.
Ogni combinazione di metalli offre proprietà specifiche, come la durezza o la flessibilità, elementi essenziali per progettare e realizzare pezzi di alta qualità che rispondano alle richieste dei clienti e degli standard internazionali. Inoltre, saper lavorare con le diverse leghe e colori permette di spaziare nella creatività e di personalizzare ogni gioiello, conferendo a ciascun pezzo un valore artistico unico e un’identità distintiva.
Proprio in quest’ottica, l’Accademia delle Arti Orafe gioca un ruolo chiave: fondata nel 1983 dall’artista Salvatore Gerardi, questa istituzione di prestigio ha formato generazioni di esperti maestri orafi, capaci di unire arte e tecnica nella lavorazione di metalli e pietre preziose.
Con un metodo che fonde tradizione e innovazione, l’Accademia prepara i suoi studenti alle richieste dei più grandi brand internazionali, come Bulgari, Cartier e Tiffany.
La nostra Scuola Orafa rappresenta così un punto di riferimento per chi desidera intraprendere una carriera nell’alta gioielleria, offrendo una preparazione che risponde ai più elevati standard di qualità e innovazione.
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I colori dell’oro: Domande & Risposte
Come influisce la caratura dell’oro sul valore dei gioielli?
La caratura indica la purezza dell’oro in un gioiello, con 24 kt che rappresenta l’oro puro al 99,99%. Carature inferiori contengono percentuali crescenti di altri metalli, rendendo l’oro più resistente e lavorabile, ma meno prezioso. Ad esempio, un gioiello a 18 kt contiene il 75% di oro e il 25% di altri metalli, con un valore minore rispetto all’oro a 24 kt.
Quali metalli influenzano il colore dell’oro?
Il colore dell’oro cambia in base ai metalli aggiunti: il rame crea l’oro rosa, l’argento e il palladio contribuiscono all’oro bianco, e altri metalli possono generare varianti come l’oro verde o viola. Questi metalli non solo influenzano l’estetica, ma anche la durezza e la lavorabilità del gioiello.
Cosa si intende per galvanizzazione dell’oro bianco?
La galvanizzazione è un processo che prevede il rivestimento del gioiello in oro bianco con un sottile strato di rodio o platino per intensificare il colore bianco e brillante. Questo trattamento è usato per superare il naturale sottotono giallognolo dell’oro, donando un aspetto bianco luminoso e duraturo.
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